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giovedì 31 luglio 2014

giovedì 6 marzo 2014

Gravidanza: troppi esami superflui

mercoledì 22 gennaio 2014

Zinco necessario alla maturazione di embrioni sani


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venerdì 22 novembre 2013

lunedì 2 settembre 2013

I "Bagni di Sole" aumentano la Fertilità


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lunedì 29 luglio 2013

Toxoplasmosi e Gatti: un Mito da sfatare


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giovedì 30 maggio 2013

Conservazione del cordone: sì o no? I dubbi di una mamma



Abbiamo chiesto a Kheoma, nostra cliente da alcuni anni nonché, dal 2011, mamma di Sebastian, quali sono state le domande e i dubbi che si è posta in gravidanza riguardo all’opportunità o meno di conservare, oppure donare, le cellule del cordone ombelicale del suo bambino.

Allora Kheoma quali sono state le riflessioni che hai fatto a tal riguardo?

Da futura mamma ho cercato di informarmi sulle varie possibilità d’uso del cordone ombelicale. Quello di cui ero certa è che non volevo andasse semplicemente buttato (come neppure la placenta, che ho conservato), e che venisse tagliato solo dopo aver smesso di pulsare, per garantire al mio bambino tutto il nutrimento di cui aveva bisogno e di cui sarebbe stato privato con un taglio precoce.
Ho valutato anche l’idea della donazione e della crioconservazione, che mi aveva incuriosito da quando ne ho sentito parlare. Ma le informazioni che sono riuscita a reperire erano troppo frammentate e discordanti, per cui ho abbandonato l’idea.


Ne hai parlato anche con il pediatra che ti ha seguito durante tutta la gravidanza?


Certamente. E’ stata una questione che ho sollevato durante il corso pre-parto. Volevo avere chiare informazioni su tutto ciò che riguardasse la gravidanza e la nascita, e la crioconservazione delle cellule del cordone era, sicuramente, un argomento su cui speravo di avere maggiori chiarimenti.


Quali dubbi ha sollevato?


Due anni fa c’era ancora scarsa informazione a riguardo, tanto che anche il pediatra era in possesso di informazioni discordanti. Ciò che mi disse è che la crioconservazione, gestita esclusivamente da enti privati, era soggetta a manipolazioni e che, spesso, non poteva essere garantita la corretta conservazione delle cellule, con conseguente deterioramento e impossibilità di utilizzo, al bisogno. Informazioni che, in parte, e per alcuni enti, probabilmente avevano un fondo di verità
Ma il dubbio più grande, riguardava, sicuramente, i tempi di clampaggio del cordone ombelicale. Si credeva, infatti, che, per il prelievo del sangue cordonale per la crioconservazione delle cellule staminali, la modalità fosse identica a quella della donazione pubblica. Cioè che il cordone dovesse essere tagliato immediatamente dopo la nascita, privando il bambino di molto sangue e sostanze nutritive a lui utili che gli avrebbero garantito, nell’immediato, il sostegno necessario ad una buona salute.
In poche parole il dubbio era: garantire salute e nutrimento immediati, con benefici, anche futuri, sulla salute del bambino o privarlo subito di tale nutrimento, ma conservare le cellule per eventuali problemi di salute futuri?


Tu hai scelto di fare il clampaggio del cordone ritardato.
Allo stato attuale, sapendo che ciò sarebbe comunque compatibile con la conservazione delle cellule staminali del cordone, in tutta sicurezza, e avendo la possibilità di appoggiarti ad una realtà di mediazione con un istituto di conservazione pubblico, quale la Croce Rossa Tedesca, considereresti la possibilità di fare un piccolo investimento sulla futura vita di tuo figlio?

Sapendo ciò, e avendo la garanzia di poter avere tutte le informazioni e l’appoggio di cui avrei bisogno, assolutamente sì. Ho considerato l’idea prima e, a maggior ragione, lo rifarei ora.


Ritieni che un investimento di € 2.500,00 per i primi 21 anni (meno di 10,00 € al mese) e di 250,00 per i cinque successivi, sia un prezzo adeguato per il lavoro di consulenza, amministrativo e pratico svolto da Vitafutura srl, che accompagna per tutto il percorso i genitori al principio solo interessati e poi intenzionati a conservare  le cellule staminali del cordone del tuo bambino?


Penso sia una cifra onesta, visto il servizio offerto. E’ una cifra che, spesso, viene spesa in meno tempo, per cose ben più frivole.


Inoltre, molti genitori credono che l’arrivo di un bebè comporti delle spese ingenti, che, a volte, arrivano o, addirittura, superano la cifra dovuta per la crioconservazione delle cellule staminali. In realtà, se si prendono in considerazione i reali bisogni e le necessità del bambino, tralasciando i bisogni indotti dal marketing e alcuna oggettistica che, obbiettivamente, risulta inutile a un bambino così piccolo, si arriva a risparmiare moltissimo, per investire il budget in qualcosa di realmente importante, come l’assicurazione sulla vita del proprio figlio, grazie alla crioconservazione delle cellule del cordone.

giovedì 14 febbraio 2013

Sigaretta nemica delle donne

Soprattutto in gravidanza, il fumo è davvero pericoloso. Meglio mettercela tutta e sfruttare la maternità per perdere il vizio, magari del tutto.


Il fumo è un grande nemico delle donne. Non solo per i danni polmonari e vascolari e per la correlazione ad alcuni tipi di tumore, ma anche per le insidie alla bellezza: il fumo espone la pelle ad invecchiare precocemente, a sviluppare prima le macchie senili e a riempirsi di rughe.

Se però tutte queste considerazioni non hanno ancora convinto la madre sarà forse il bimbo a permettere questo salto di qualità nella vita. La nicotina infatti passa il filtro placentare e arriva al feto. La placenta invecchia precocemente e diventa un cattivo filtro di ossigeno per il bimbo, perde vascolarizzazione, rimpicciolisce.

La placenta è il grande polmone fetale, attraverso questo organo la madre passa al piccolo nutrimento e ossigeno, fino alla nascita, momento in cui il bimbo impara a respirare e a nutrirsi da sé. Fumare significa ridurre gli scambi materno-fetali e invalidare la crescita dei bimbi. I rischi maggiori sono tre:

1) Il neonato può nascere gravemente sottopeso ed essere trattenuto presso l’ospedale, nel reparto di neonatologia, sotto osservazione medica. Questa ospedalizzazione rischia di compromettere anche l’allattamento che necessita di un continuo stimolo di suzione per avviarsi nelle giuste quantità.
2) Il neonato rischia di nascere prematuro, ossia prima della data prevista per il parto. Il corpo intelligente infatti capisce che la placenta invecchia precocemente e sente in questa forma di senescenza precoce un’insidia per la crescita fetale.
3) I bimbi nati in famiglie di fumatori hanno un rischio maggiore di morte in culla. Questo è importante perché responsabilizza tutta la famiglia e anche gli amici che vengono in visita a casa. Dove c’è un neonato è vietatissimo fumare, le conseguenze possono essere davvero drammatiche.

Queste gravissime complicanze sono davvero troppo importanti per essere ignorate: meglio una buona responsabilizzazione e tanta forza di volontà. Il piccolo dentro la pancia ne sarà molto grato!


Dottoressa Stefania Piloni
Medico omeopata esperto in medicina naturale
Direttore sanitario LifeGate Medicina Olistica
http://www.lifegate.it/it/home/index.html

venerdì 11 gennaio 2013

Cavolo, cicogna o...mughetto?

Nel 2003 il mondo scientifico ha fatto una scoperta pionieristica: anche gli spermatozoi possiedono un recettore olfattivo (hOR17-4).

Il team dei collaboratori del ricercatore Prof. Hanns Hatt, dell’Università di Bochum (Germania), ha scoperto che gli spermatozoi, nella ricerca dell’ovulo, si lasciano guidare da un profumo simile a quello del mughetto.

Durante un esperimento, infatti, tali spermatozoi umani hanno seguito un percorso in cui, per adescarli, era stato utilizzato il bourgeonal (molecola sintetica dall’odore simile al mughetto). Oltre a trovare la sorgente del profumo, nel tragitto verso la meta (il presunto ovulo) gli spermatozoi hanno addirittura raddoppiato la velocità!

Un altro composto, invece, l’undecanal, è capace di “tappare il naso” agli spermatozoi, ossia di bloccare il “recettore del bourgeonal”. Chissà, un metodo anticoncezionale futuristico?

domenica 7 ottobre 2012

venerdì 21 settembre 2012

Per il parto fa bene la ginnastica pelvica

Fare ginnastica per i muscoli pelvici in gravidanza abbrevia la durata della fase espulsiva del travaglio: questi i risultati di uno studio norvegese, resi noti dal British Medical Journal.

Comunemente si riteneva che un rafforzamento dei muscoli pelvici potesse essere d'ostacolo per la fase espulsiva del travaglio; lo studio norvegese è stato condotto con lo scopo di verificare questa ipotesi, e ha mostrato che, al contrario, un rafforzamento di questi muscoli sembra ridurre i tempi del secondo stadio del travaglio.

Dallo studio, che ha coinvolto 301 donne, è emerso che, nelle donne che avevano effettuato l'allenamento dei muscoli del pavimento pelvico, un secondo stadio di travaglio prolungato si è verificato più raramente, rispetto alle donne non sottoposte ad allenamento (24% contro 38%).

Vale la pena quindi, durante tutta la gravidanza, effettuare gli esercizi specifici insegnati in molti corsi preparto.

di Francesco Bottaccioli, direttore della Scuola internazionale di medicina avanzata e integrata e di scienze della salute (Simaiss)

Leggi anche:

mercoledì 6 giugno 2012

mercoledì 18 aprile 2012

Aggiungi un tocco di malizia nella tua ricerca di un bambino!

Le probabilità di rimanere incinta, in un solo ciclo, sono veramente basse; si aggirano attorno al 25-30%. Non c’è niente di cui preoccuparsi, quindi, se una coppia giovane e sana ci mette qualche mese a raggiungere, finalmente,  il proprio obiettivo di gravidanza. Una coppia ben informata può, però, programmare i rapporti nei giorni più fertili, per aumentare notevolmente la probabilità di concepimento.

Capita, però, che quando i rapporti siano programmati e finalizzati alla procreazione, il desiderio ne risenta. Tornare la sera stanchi dal lavoro, con magari le faccende di casa da sbrigare, e affrontare la sessualità più come un dovere - perché “è il giorno giusto” - piuttosto che spontaneamente, sicuramente non contribuisce al desiderio; ma nemmeno alla procreazione. Come fare allora per non affidarsi al caso, rischiando magari di prolungare ulteriormente i tempi, vivendo piacevolmente la ricerca di una gravidanza?

Pianificare divertendosi

Quando si è alla ricerca di una gravidanza è possibile evitare che la sessualità programmata, a lungo andare, diventi fredda, meccanica e, di conseguenza, stressante, prendendo semplicemente qualche piccolo ma piacevole accorgimento.

Chi monitora e conosce bene il proprio ciclo e si aspetta, in un dato giorno (ad esempio nel week-end) l'ovulazione, può rimandare i pranzi di famiglia, gli impegni di lavoro o gli impegni già programmati, per dedicarsi alla coppia. Una cena a lume di candela, una fuga romantica fuoriporta o un abbigliamento più sensuale contribuiranno sicuramente a rilassarsi e a riaccendere il desiderio.

Vediamo così che, per cercare un bambino, basta attivare un pò la fantasia e usare saggiamente la conoscenza del proprio ciclo - acquisita facilmente anche grazie all'uso di Babycomp  - che tutto diventa più piacevole e fruttuoso.

Vedi anche:

venerdì 9 dicembre 2011

Il Dolce Incontro tra l'Ovulo e lo Spermatozoo

Un gruppo di scienziati ha scoperto l'esatto meccanismo di unione tra gli spermatozoi e l'ovulo, con il quale inizia il processo di fecondazione, e la loro scoperta potrebbe aprire la strada a nuovi trattamenti di fertilità.

Il team internazionale ha scoperto che alcuni tipi di molecole di zucchero rendono il rivestimento esterno della cellula uovo adesiva, il che aiuta il legame con lo spermatozoo. Il risultato della ricerca è stata pubblicata sulla rivista Science

'I dettagli che abbiamo scoperto aiutano a colmare il divario nelle nostre conoscenze sulla fertilità con la speranza che possano, alla fine, aiutare molte persone che hanno difficoltà a concepire ", afferma Anne Dell dell'Imperial College di Londra che ha lavorato alla ricerca assieme ad altri scienziati provenienti dal Missouri, Hong Kong e Taiwan. 

L' Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che l'infertilità colpisce fino al 15 per cento delle coppie in età riproduttiva in tutto il mondo, e quasi una persona su sette nel Regno Unito ha difficoltà a concepire un figlio a causa di svariati motivi, molti dei quali ancora inspiegabili alla medicina ufficiale. 

La scienza già sa che il 'riconoscimento' dello spermatozoo e dell'ovulo avviene quando le proteine ​​presenti sulla testa dello spermatozoo vengono a contatto con specifici zuccheri che rivestono il guscio esterno della cellula uovo. A fusione avvenuta, lo spermatozoo “cede” il suo DNA all'ovulo, iniziando il processo di fecondazione. 

In questo studio è stata utilizzata una tecnologia altamente sensibile per il riconoscimento delle molecole deputate al processo di unione. E' stato scoperto che si tratta di catene glucidiche conosciute come SLex. Per confermare i risultati sono stati usati involucri esterni di cellule uovo non fecondate, ormai prive di vita.

Un aiuto al concepimento attraverso la conoscenza di noi stessi

In un processo universale, profondo e delicato come il concepimento, spesso non basta affidarsi solo a ricerche da laboratorio, nonostante sia necessario riconoscere la loro importanza. Ma il concepimento non segue solo logiche scientifiche, se non nella parte prettamente fisica, e non deve essere sottovalutata la componente energetica di questo processo, come troppo spesso accade. E' per questo che la medicina ufficiale spesso non trova risposta alle difficoltà di alcune coppie a concepire.

La conoscenza e la consapevolezza sono importantissime. La consapevolezza di sè, dei nostri bisogni, in quanto singoli o come coppia, parte dalla conoscenza di noi stessi e del funzionamento ciclico  e perfetto del nostro corpo.  
Un aiuto in questo lo può offrire Babycomp.

Babycomp non è solo un computer che aiuta la coppia a concepire, ma è un vero è proprio diagnostico del funzionamento ormonale della donna; funzionamento che può essere influenzato da vari fattori, anche emozionali. Babycomp, oltre a pronosticare e a confermare l'esatto giorno dell'ovulazione, indica quali sono i giorni più favorevoli al concepimento, segnala la gravidanza in corso, calcola in automatico la data del parto e offre svariate statistiche sulla situazione ormonale della donna. In questo modo la donna sa sempre cosa succede nel suo corpo e può muoversi di conseguenza.

Una maggiore conoscenza di sè, porta a una maggiore consapevolezza e a una maggiore apertura verso l'altro e verso una nuova vita.

Fonte:

giovedì 21 luglio 2011

Vincere un bambino alla lotteria? Ora è possibile...

In Inghilterra, negli ultimi tempi, sta prendendo piede una singolare trovata per chi desidera avere un bambino… si tratta di una lotteria!
Il fatto sta lasciando perplessi un po’ tutti da quando è circolata la notizia. Alle lotterie, si sa, ci si trova qualsiasi cosa, ma mettere in palio un trattamento di fecondazione assistita in una delle più specializzate cliniche inglesi per riuscire ad avere un figlio fa di sicuro un po’ effetto. E sta per iniziare: partirà il 30 Luglio.

E’ stata un’associazione di beneficenza, la “To Hatch”, nata per aiutare le coppie con problemi di fertilità, a lanciare l’idea della lotteria. E il gioco, chiamato “IVF Lottery”, funziona grossomodo così: comprando il biglietto al costo di 20 sterline (disponibile sia online sia nelle edicole) si parteciperà ad un’estrazione che per il momento è mensile; il jackpot è costituito da un pacchetto che comprende il trattamento per la fertilità in una delle migliori cliniche specializzate, il soggiorno in un lussuoso albergo e un autista a disposizione. Tutto questo per il valore di ben 25.000 sterline.

E qualora le cure non dovessero bastare, ci sono diverse alternative di riserva per i vincitori del premio, come la chirurgia riproduttiva o l’impiego di donatori o ancora il ricorso ad una mamma in affitto. E, naturalmente, anche di questa sorta di piano B se ne occupa l’associazione, finanziando tutto quanto serva a “regalare” l’agognata cicogna ai vincitori della lotteria. Fra l’altro, possono giocare tutti: coppie, single, gay, anziani, il gioco è aperto a qualsiasi persona desideri un bambino o voglia regalare il trattamento a qualcuno con problemi di fertilità.

E la To Hatch ha avuto l’autorizzazione per l’originale lotteria direttamente dall’autorità inglese in materia di giochi d’azzardo, la Gambling Commission. Ma il dibattito è ancora aperto: da una parte chi pensa che sia un modo come un altro di aiutare gli aspiranti genitori che non hanno la disponibilità economica di avvalersi delle cure necessarie, dall’altra chi ritiene che affidarsi ad un concorso a premi per diventare genitori non sia eticamente ammissibile.

E voi cosa ne pensate?