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venerdì 29 agosto 2014

Il Bacio Perfetto: senza rischi per la salute


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giovedì 6 febbraio 2014

Eco-sesso, è ora di prepararsi per San Valentino

Si parla tanto di ecologia e ambiente, di micro atti e di ciò che ognuno di noi può fare per contribuire a rendere più vivibile e sano il nostro Pianeta. Dal cibo alla mobilità, dalla casa al lavoro, pare che i nostri sforzi siano realmente utili. Ma un atteggiamento “green” è possibile anche in camera da letto?

In vista del prossimo San Valentino, ci si chiede se - in fondo - anche fare l’amore faccia bene all’ambiente. Analizzandoli, i danni che si possono provocare vanno da un comune inquinamento acustico, che può urtare la sensibilità e la quiete dei vicini di casa, ai problemi connessi al corretto smaltimento dei sex toys o dei preservativi.

Ma, secondo alcuni, si possono adottare alcuni accorgimenti che permettono di divertirsi senza far male all’ambiente. Gli argomenti toccano la bellezza e la cura - naturale - del proprio corpo, la lingerie, i giochi erotici e i contracettivi come Babycomp, sicuri al 99,3% ma completamente naturali ed ecologici.  

Ad aiutare gli amanti più focosi  il libro “Eco-Sex: Go Green Between the Sheets and Make Your Love Life Sustainable” (Eco-Sesso: Diventa Green tra le lenzuola e rendi sostenibile la tua vita amorosa) scritto da Stefanie Iris Weiss, in cui l’autrice svela i suoi nove comandamenti - spiegati nel dettaglio nella fotogallery - per fare davvero eco-sesso.

FonteGo Green

lunedì 4 novembre 2013

Mooncup Vs Tamponi


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venerdì 4 ottobre 2013

Sai veramente cosa ti spalmi sulla pelle?


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giovedì 22 agosto 2013

In vacanza con gli amici a quattro zampe

Se volete partire con il vostro amico a quattro zampe, cane o gatto, dovete pensare anche a lui quando fate la valigia.

Per partire è necessario avere con sé il libretto sanitario, il passaporto, le ciotole, una copertina (meglio se è la preferita) giochini e palline, una scorta d’acqua e cibo per il viaggio.
Per il cane è consigliato anche portare guinzaglio e museruola (ci potrebbero essere dei luoghi dove è meglio usarla) e il collare con i dati del proprietario.
Anche se i gatti sono spesso “intolleranti” verso i collarini sarebbe meglio, solo per il periodo di vacanza, metterglielo, in modo che se si dovesse perdere qualcuno potrà riportarlo a casa.
Non dimenticate di fare la visita dal veterinario che si accerterà della buona salute dell’animale.


Dove soggiornare?

In linea generale, se decidiamo di portare il nostro gatto in vacanza con noi sarebbe meglio evitare di soggiornare in albergo, spesso infatti consentono di portare i cani, soprattutto quelli di taglia piccola, ma non i gatti.
Inoltre non si può pensare di portare il gatto in spiaggia, o fare una passeggiata per i sentieri di montagna in sua compagnia. È quindi necessario lasciarlo molto tempo da solo e in albergo il viavai del personale che entra nella stanza per rassettarla, potrebbe spaventarlo o addirittura farlo scappare.

In una casa in affitto è più probabile che non ci siano persone estranee e il gatto dovrebbe sentirsi maggiormente a suo agio, soprattutto se la casa scelta per le vacanze è sempre la stessa nel corso degli anni.
Comunque bisogna sempre ricordare che il gatto è molto "affezionato" alle sue cose (perché è abitudinario) e avere con sé gli oggetti con cui l'animale convive quotidianamente può farlo sentire più sicuro e vivere meglio la sua vacanza.
Con la cuccia, la lettiera, i suoi giochini e le sue ciotole, il gatto potrà ritrovare gli odori familiari.

Accorgimenti utili 

Una volta arrivati nella nuova casa, sempre per il gatto, può essere utile limitargli il territorio, consentendogli di muoversi in un ambiente ristretto e, in un secondo tempo, permettergli gradualmente di circolare in tutte le zone della casa. La limitazione iniziale non è una crudeltà, serve a farlo abituare pian piano alla nuova casa.

Per aiutare il piccolo felino a non sentirsi troppo spaesato gli si può passare una garza sulle guance e successivamente passarla sugli stipiti delle porte e negli angoli delle stanze in modo da diffondere il suo odore per la casa.

Anche per il cane, indipendentemente dalla scelta di affittare una casa o di andare in albergo, anche se in maniera minore rispetto al gatto, è importante portare un cuscino o una coperta da utilizzare come cuccia e i suoi giochi che usa nella vita di tutti i giorni.

Esistono diversi campeggi che accettano cani e gatti e spesso la roulotte e il camper possono essere degli ottimi mezzi per spostarsi con i propri animali in libertà. Se abituati fin da piccoli, in maniera graduale e non traumatica, sia il cane che il gatto possono accettare questo tipo di vacanza più o meno itinerante.

Il mezzo di trasporto più adatto

L'automobile è sicuramente è il modo più semplice e comodo (anche per loro) per far viaggiare i nostri animali.
Ma non è difficile che il viaggio si trasformi in un vero e proprio incubo: il troppo caldo, il cane che sta male, magari in coda sull’autostrada...
Alcuni cani “soffrono” molto l’automobile, sia per motivi fisici veri e propri (nausea e vomito) sia per motivi “psicologici”, paura o agitazione della situazione nuova.

Inostri animali, diversamente da noi, non sanno cosa li aspetta dopo ore di macchina, non sanno che stanno andando in vacanza. Per loro è solo un momento, più o meno lungo, di difficoltà e di sconvolgimento delle abitudini quotidiane.
Molti di loro poi, se da cuccioli sono stati male in macchina, sono rimasti “traumatizzati” e hanno una vera e propria fobia dell’auto.

Per ovviare a questo e altri problemi la cosa migliore da fare è abituare il cane gradualmente al viaggio, cominciando con brevi tragitti durante l'anno e gratificandolo molto con coccole e giochini durante il tragitto. In questo modo il non nostro amico a quattro zampe non assocerà più la macchina a qualcosa di negativo per lui.

Per i gatti invece è bene coprire la gabbietta con un telo e inserire al suo interno giochini.

Il cane ha più o meno le stesse esigenze che abbiamo noi, ma se pur di arrivare prima per spaparanzarsi sotto l’ombrellone, noi siamo disposti a tenerci i bisognini fino quasi a scoppiare, per il cane non è così.
È infatti fondamentale che ogni ora - al massimo ogni due - ci si fermi per fargli fare i bisogni, per farlo bere (l'acqua non deve mai mancare) e per sgranchirsi le gambe. Ma niente cibo: meglio far viaggiare gli animali a stomaco vuoto per evitare che stiano male e vomitino.

In alcuni autogrill estistono delle aree in cui i cani possono rimanere mentre andiamo a prendere il caffè o a pranzare. Si chiamano Fido Park e sono composti da box provvisti di cucce termoregolate e disinfettate con acqua corrente per abbeverarsi. Una valida alternativa all'attesa nell'auto. Per saperne di più www.autogrill.it


Quando è meglio lasciarli a casa

Meglio portare gli animali con sé ma, a volte, il tipo di vacanza non lo permette e i nostri amici devono rimanere in città. Niente di grave, basta solo trovare la soluzione migliore e più confortevole per loro.
Ci sono due possibilità:

La pensione
Prima di lasciare il cane o il gatto in pensione è consigliabile andare a visitare la struttura, valutando la validità dei serizi offerti.
Le dimensioni del box devono essere adeguate alla stazza dell’animale; il cibo deve essere visibilmente fresco; l'ambiente pulito; e, non ultima, è necessario che ci sia l'assistenza di un veterinario.
Anche qui come in altri casi in cui si altera - anche se solo per poco - la routine dell’animale è bene farlo abituare gradualmente, facendogli fare l’”inserimento”. All’inizio si accompagna l’animale in pensione per qualche ora, poi per un paio di giorni.

Il pet sitter
La pensione però per un animale tanto abitudinario come il gatto, può risultare piuttosto traumatica ed è forse preferibile affidarsi a dei pet-sitter fidati - il modo migliore per trovarli è chiedere ad amici e vicini di casa, oppure al veterinario se ha persone di fiducia - che possano non solo portare da mangiare all'animale, ma anche cambiargli regolarmente la lettiera e l’acqua da bere. Il gatto è vero che è piuttosto solitario, ma adora la compagnia degli esseri umani. E quindi se non è un gatto troppo riservato o pauroso, dopo qualche volta si abituerà al suo cat- sitter, che potrà farlo giocare o farlo uscire nel balcone a prendere un po’ d’aria.

Quando le vacanze sono finite nessuno è contento, nemmeno il nostro amico a quattro zampe.
Quando si è in vacanza si tende a passare tantissimo tempo insieme ai nostri animali; questo, per quanto sia bello e piacevole anche per loro, può essere fonte di problemi al rientro, nel momento in cui si riprende la vita di tutti i giorni. Per cani e gatti, infatti, sarà traumatico stare nuovamente molte ore lontani dal proprietario, dopo un periodo trascorso in stretta vicinanza.
In alcuni soggetti già predisposti, il distacco post-vacanza potrebbe portare all’insorgenza di vere patologie comportamentali come l’ansia da separazione. Per prevenire questi problemi è meglio lasciare i nostri accompagnatori soli per qualche ora al giorno, anche durante la vacanza, per non alterare troppo la loro routine quotidiana.

martedì 11 giugno 2013

Lavoro profumato

Le persone al lavoro sui computer fanno il 54 per cento in meno di errori di battuta quando l'ambiente è profumato al limone, il 33 per cento in meno col gelsomino e il 20 per cento in meno con la lavanda.

L'aromaterapia ambientale è di grande aiuto anche per la prevenzione delle malattie professionali. E non solo.
L'uso degli olii essenziali protegge delle malattie infettive, ma gli esperimenti hanno rivelato che gli aromi influiscono sull'efficacia con la quale i lavoratori compiono la loro attività: si sentono di miglior umore, tendono ad avere una struttura mentale più positiva e pensano con più chiarezza e intuito!

In Giappone, Shimizu, la terza compagnia edile del paese, inserisce dei "diffusori di aromi" negli impianti di aria condizionata degli uffici e degli ospedali che costruisce, e propone degli aromi elaborati in funzione delle esigenze dei vari edifici: anti-stress per gli uffici, anti-batterici per gli ospedali, sedativi per le stazioni di treni e metro, etc...

L'altro aspetto della profumazione ambientale è quello della purificazione dell'ambiente dai virus, batteri e funghi. L'azione anti-batterica, anti-virale, funghicide ed acaricida degli olii essenziali permette di neutralizzare gli effetti dannosi degli impianti ad aria condizionata che provocano allergie e malattie respiratorie e di limitare il rischio di contagio delle malattie infettive dovuto alla promiscuità di lavoro negli uffici, scuole, negozi, etc...

Alcune essenze hanno inoltre la proprietà di ionizzare l'aria, risolvendo il problema dell'elettricità statica dell'ambiente legato al moltiplicarsi dei computer e delle attrezzature elettroniche negli uffici. Infatti, l'elettrizzazione ambientale che ne risulta può causare nervosismo, aggressività, eccesso di stress o i sintomi psico-somatici familiari ai lavoratori VDU (Video Display Unit).

La profumazione ambientale migliora "l'ambiente psicologico" del luogo di lavoro, influisce positivamente sia sui lavoratori che sui clienti ed è capace di incrementare la produttività e le vendite.

L'aromaterapia al lavoro è un investimento sulla componente umana dell' azienda e protegge la salute fisica e psichica del suo vero capitale. In effetti, la profumazione ambientale "umanizza" il luogo di lavoro e non è un caso se le essenze immuno-stimolanti, ionizzanti (negativamente) e destressanti  sono quelle degli alberi (pino, cipresso, legno di rosa, etc...).

Il futuro dell'aromaterapia aziendale è strettamente legato ai cambiamenti che segnano l'evoluzione delle modalità del lavoro in questo fine di secolo. L'esigenza di qualità delle condizioni di lavoro non è più percepito come una rivendicazione dei lavoratori ma come un elemento di primo piano nel successo aziendale.


Abdes Salam Attar 

Fonte: Lifegate

venerdì 3 maggio 2013

martedì 16 aprile 2013

Ecomestruazioni: Mooncup


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lunedì 15 aprile 2013

Basta alle mestruazioni che inquinano!


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sabato 16 marzo 2013

Fuga romantica e sostenibile nel primo Eco Hotel a "Impatto Zero"!

A Torbole sul Garda (Tn), è sorto e aprirà il 1° Maggio, un albergo totalmente all'avanguardia ed ecosostenibile: si tratta dell'ecohotel Bonapace, investimento della famiglia Jacobitti.

Si tratta di una delle primissime strutture al mondo a Impatto Zero, avendo ottenuto i certificati Casa Clima Nature Gold, Passive House e Arca (emessi, rispettivamente, da un ente italiano, uno tedesco e uno trentino) che premiano la capacità di una struttura di non inquinare l'ambiente esterno e di utilizzare fonti energetiche alternative, rendendo, in questo modo, l'edificio autonomo rispetto ai combustibili provenienti da fonti non rinnovabili. 

Il compendio è costituito da una struttura portante interamente in legno (in pannelli prefabbricati X-Lam) e si rivolge a un turismo sostenibile, attento alle esigenze del pianeta oltre che a quelle dell'uomo: non prevede caldaia tradizionale (basandosi su fonti energetiche derivanti da fotovoltaico, solare termico e impianto di riscaldamento a pompa di calore geotermico acqua-acqua) nè aria condizionata, ma travi fredde attive per il raffreddamento e il riscaldamento degli ambienti. L'hotel è dotato di una domotica che controlla in modo ottimale il micro-clima interno, grazie anche a un sistema di barriere automatiche frangisole che riflettono i raggi Uva.

L'approccio "eco" adottato nasce dalla volontà di non determinare nell'ambiente conseguenze negative a livello di inquinamento di acque, terreni e aria e massimizzare il comfort degli utenti. L'edificio ha, quindi, un altissimo livello di prestazione energetica con ridottissimi livelli di emissioni: l'involucro termico è fortemente coimbentato e privo di ponti termici, le aperture sono otimizzate per permettere di sfruttare l'energia solare in inverno, i sistemi di oscuramento sono progettati per proteggere dal surriscaldamento estivo, i serramenti in legno sono a elevatissima efficieza energetica con vetri tripli a basso emissivo e con doppia camera d'aria con gas Argon; inoltre le connessioni sono prive di perdite d'aria e un sistema di ventilazione con scambio di calore ad alto rendimento corre lungo lo spazio distributivo e raggiunge tutti gli spazi interni. 

L'hotel è pensato a forma di garnì a tre stelle, con servizio esclusivamente di camera (20 camere, arredate con elementi naturali e gigantografie paesaggistiche) e colazione, proponendo prodotti biologici, equosolidali e a chilometri zero (adatti anche a celiaci e a chi ha allergie e intolleranze).

La meta perfetta per una fuga romantica all'insegna della naturalità, del rispetto e della sostenibilità!
Prenota subito la tua vacanza di benessere all'Eco Hotel Bonapace!

Tratto da: Trentino Corriere Alpi 

   

giovedì 4 ottobre 2012

Sostanze tossiche e salute: fertilità minacciata


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lunedì 18 giugno 2012

Nelle grandi città il 30% in più di parti prematuri


Secondo ultime ricerche pubblicate nell'Environmental Health Journal, donne in dolce attesa che abitano nelle grandi città hanno un terzo di probabilità in più di partorire prematuramente a causa dell'inquinamento.

I fumi del traffico sono i maggiori colpevoli. La maggior parte è formata da sottoprodotti del petrolio definiti idrocarburi policiclici aromatici, che aumentano il rischio di parto prematuro del 30%.

Il nitrato d'ammonio, derivante dall'industria e dall'agricoltura, aumenta il rischio di un quinto (21%), mentre il benzene, una sostanza petrolchimica, e i fumi di gasolio l'aumentano del 10%.

I ricercatori hanno anche notato che la concentrazione di sostanze inquinanti risulta essere maggiore nei mesi invernali, rispetto a quelli estivi e nelle zone interne, rispetto a quelle costiere, che presentano un'aria più pulita.

L'autrice dello studio, la Dr.ssa Beate Ritz afferma: " L'inquinamento dell'aria è associato a basso peso alla nascita e parto prematuro. I nostri risultati indicano gli idrocarburi policiclici aromatici come i maggiori colpevoli, ma anche le particelle di nitrato d'ammonio hanno un peso negativo influente sulla salute nel periodo prenatale".

Fonte: Daily Mail

Leggi anche:

giovedì 14 giugno 2012

Pesci avvelenati dalle pillole anticoncezionali!

Un gruppo di ricercatori dell’Università svedese Umea e dell’Accademia Sahlgrenska presso l’Università di Gothenburg, in Svezia, ha scoperto dei residui farmaceutici nei pesci che nuotano in acque di scarico purificate. 

Nel sangue dei pesci sono stati trovati elevati livelli di ormone Levonorgestrel, pari a quelli nel sangue di una donna che fa uso della pillola anticoncezionale.

Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista Enviromental Science and Technology, elevati livelli di questa sostanza può provocare sterilità nei pesci.

I pesci sono stati studiati dai ricercatori di Joakim Larsson in acqua di scarico purificata, non diluita. "In natura, le acque di scarico vengono ulteriormente diluite per ridurre il rischio" afferma Larsson, aggiungendo che ci sono corsi d’acqua meno o poco diluiti con acque di scarico trattate. "Risulta chiaro dallo studio quali sostanze andrebbero rimosse dalle acque di scarico. Nel complesso abbiamo riscontrato nei pesci 25 diversi residui farmaceutici, ma nessuno a livelli così elevati come il progestinico sintetico Levonorgestrel".

E’ noto da quasi un decennio che gli estrogeni sintetici, contenuti nelle pillole anticoncezionali, sono nocivi per i pesci, nonostante i trattamenti. Ma fin’ora è stato fatto poco per porre rimedio.

Fonte: http://www.news.de/ratgeber/855051510/fischverhuetung/1/

venerdì 2 dicembre 2011

Tumore alla Prostata: un effetto collaterale della Pillola sull'Uomo - Intervista al Dott. Primitivo


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Tumore alla Prostata: un effetto collaterale della Pillola sull'Uomo

I ricercatori dell’Università di Toronto hanno notato come, negli ultimi 40 anni, l’uso della pillola anticoncezionale ed i casi di tumore alla prostata siano aumentati di pari passo in tutto il mondo.

Secondo i ricercatori, l’eccesso di estrogeni è noto per provocare vari tipi di cancro, e l’uso diffuso della pillola provocherebbe un aumento, a livello ambientale, della dispersione - tramite l'urina di chi fa uso del contraccettivo - dei sottoprodotti del metabolismo di questi farmaci tra cui alcuni ''distruttori endocrini'', sostanze caratterizzate dalla capacità di interferire con il funzionamento del sistema endocrino e capaci quindi di interferire con lo sviluppo della neoplasia. Questi, spiegano gli autori, finiscono poi nella catena alimentare, esponendo al rischio tutta la popolazione.

Come si legge sulla rivista online BMJ Open, "Studi recenti hanno dimostrato che l’esposizione agli estrogeni può aumentare il rischio di cancro alla prostata. Abbiamo voluto esplorare se ci fosse un’associazione con l’uso di una donna di contraccettivi orali con l’incidenza del cancro alla prostata o con la mortalità" ha spiegato il capo ricercatore Dr. David Margel del Dipartimento di Oncologia Chirurgica al Princess Margaret Hospital e dell’Università di Toronto. Secondo la sua teoria, anche se la quantità di estrogeni escreti da una donna è minimo, quando milioni di donne lo fanno per un lungo periodo di tempo, questo potrebbe causare un livello significativo di contaminazione ambientale.

Per confermare la sua ipotesi, Margel e il suo collega Dr. Neil E. Fleshner hanno utilizzato i dati dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro ed il rapporto mondiale delle Nazioni Unite sulla pillola contraccettiva per identificare i tassi di cancro alla prostata e i decessi legati a questa neoplasia. I ricercatori hanno anche distinto i tassi nei vari Paesi per notare se in zone in cui l’uso della pillola è inferiore esistono anche livelli altrettanto inferiori di cancro alla prostata.

Dopo aver esaminato circa 100 Paesi, gli studiosi hanno potuto così stabilire che non importava la ricchezza di una nazione o il tasso basso o elevato di uso dei contraccettivi: i due dati andavano a braccetto, quando saliva uno saliva anche l’altro e viceversa. In tutto ciò, spiega Margel, sono i Paesi europei a mostrare maggiormente l’associazione. Al contrario, l’uso di altri tipi di contraccettivi come i dispositivi intrauterini, il preservativo o altri che non cambiano la quantità di estrogeni non ha dimostrato alcun tipo di associazione con il tumore. In ogni caso Margel si guarda bene dall’affermare con certezza che ci sia un rapporto di causa-effetto, ma preferisce lasciare aperta la questione. Tuttavia si è riscontrato, già in passato, che gli ormoni contenuti nella pillola anticoncezionale, possono essere causa di altre tipologie di tumore, tra le quali quello alla mammella, ai testicoli alla tiroide e all'endometrio, tutti tessuti considerati "sensibili" agli ormoni.

Fonti:

mercoledì 27 aprile 2011

Quoziente Intellettivo più basso a causa dell'esposizione ai pesticidi nella vita prenatale

A volte vi sembra che la popolazione stia instupidendo? Forse è quello che sta realmente succedendo, ancora prima della nascita. Alcuni colpevoli potrebbero essere i pesticidi organofosfati, largamente usati in agricoltura.

Le prove del furto dell’intelligenza da parte di questi veleni non proviene da uno studio su cavie, ma da numerosi studi riguardanti bambini in prima persona. I risultati di tre studi differenti sono appena stati pubblicati sull’Enviromental Health Perspectives Journal e tutti riportano la stessa conclusione: i pesticidi potrebbero derubare molti umani del loro massimo potenziale intellettivo.

“Le associazioni sono sostanziali, soprattutto da un punto di vista socialmente più ampio” afferma Brenda Eskenazi, professoressa di Epidemiologia e di Salute Materna e del Bambino presso la UC Berkley e principale conduttrice dello studio “questa differenza potrebbe voler dire, in media, più bambini inseriti nelle classi inferiori e più bambini aventi bisogno di speciali servizi scolastici di supporto”.

Questo non risulta essere solo un problema dei bambini che abitano vicino alle fattorie dove i pesticidi sono usati regolarmente. Gli altri due studi, uno condotto dagli scienziati del Mt. Sinai Medical Center e uno condotto dai ricercatori della Columbia University, hanno investigato l’esposizione ai pesticidi nella popolazione urbana di New York City.

La ricerca del Mt. Sinai ha coinvolto bambini dai 12 ai 24 mesi, utilizzando test standardizzati per la valutazione dello sviluppo cognitivo e psicomotorio nei bambini piccoli. Agli stessi bambini, venivano poi somministrati, all’età di sei e nove anni, dei test di competenza e intelligenza.

I risultati? Come i ricercatori della UC Berkley, anche gli scienziati del Mt. Sinai hanno scoperto che l’esposizione agli organofosfati ha un impatto negativo sul ragionamento percettivo. In poche parole, ciò significa che i bambini non posseggono quei livelli normali di capacità di problem-solving non verbale che bambini sani e normali dovrebbero avere.

Entrambi gli studi hanno misurato i metaboliti dei pesticidi nelle urine materne, mentre gli scienziati alla Columbia hanno misurato i livelli nel sangue del cordone ombelicale, di un particolare pesticida, il clorpirifo. E questo è il primo studio che ha indagato la neurotossicità dell’esposizione prenatale a clorpirifo e del suo impatto sullo sviluppo cognitivo raggiunto in età scolare.

Nonostante, nel 2001, fosse stato vietato il suo uso domestico dalla U.S. Enviromental Protection Agency (EPA – L’Agenzia per la Protezione Ambientale), in passato il clorpirifo fu un pesticida organofosfato molto usato in ambito residenziale, e che vaga ancora nell’ambiente. I ricercatori della Columbia hanno trovato che i livelli di clorpirifo presenti nel cordone ombelicale sono correlati a problemi nello sviluppo cognitivo a tre anni, deficit che persiste almeno fino all’età di sette anni, con possibili implicazioni educative a lungo termine.

Inoltre, va considerata un’importante scoperta: il declino dei punteggi nei test d’intelligenza inizia già a basse esposizioni ai pesticidi e crolla sempre più all’aumento dell’esposizione. Ciò significa, secondo i ricercatori, che non esiste un margine sotto al quale l’esposizione a pesticidi può essere considerata completamente sicura.

“Questi deficit osservati nelle funzioni cognitive all’età di sette anni potrebbero avere delle implicazioni nel rendimento scolastico” afferma Virginia Rauh, Dottoressa in Scienze, vice-direttrice del Columbia Center for Children’s Enviromental Health (CCCEH – Centro per la salute ambientale dei bambini) e autrice principale dello studio del Columbia. “Problemi alla memoria di lavoro, possono interferire con la comprensione della lettura, lo studio e la realizzazione accademica, anche se l’intelligenza generale risulta a livelli normali”.

Da quando il divieto dell’EPA ha avuto inizio, l’esposizione agli organofosfati è, in un certo senso, diminuita. Comunque, l’uso del clorpirifo in agricoltura è ancora permesso e le donne in gravidanza, specialmente quelle abitanti in zone agricole, sono ancora esposte a questa sostanza chimica.

“I produttori hanno tolto il clorpirifo e il diazinone, due pesticidi organofosfati, dal mercato casalingo, ma nonostante ciò, l’esposizione della popolazione a queste sostanze risulta essere ancora elevata” ha affermato per i media Stephanie Engel, Dottore di Ricerca, che ha guidato lo studio del Mt. Sinai School of Medicine.

Per maggiori informazioni:

mercoledì 20 aprile 2011

In Bolivia Natura tutelata dalla "Legge della Madre Terra"

La Bolivia è così attenta alla stato di salute della natura, all’uso delle risorse e alle conseguenze dei danni ambientali che ha deciso di discutere un provvedimento, denominato “Legge della Madre Terra”, in cui si riconosceranno i diritti civili della Natura per salvaguardare l’ambiente.

Il dibattito avverrà proprio oggi alle Nazioni Unite, sulla base della Dichiarazione Universale dei Diritti della Madre Terra. Ma quali motivi hanno spinto la Bolivia ad una decisione così inedita?

Semplice! Poiché l’ecosistema che ci accoglie ha un valore inestimabile a livello universale e poiché molte comunità e lobby fanno finta che non ci sia, oppure si comportano in modo indifferente rispetto alla cura e alla salvaguardia dell’ambiente, il Paese sudamericano vuole evidenziare il reale valore della Natura mettendolo nero su bianco un documento ufficiale, che una volta diventato legge costringerà tutti al rispetto delle regole di Madre Terra.

Ma se andiamo un po’ a fondo, scopriamo che la Bolivia non è affatto nuova a questo concetto di rispetto e difesa della Natura, perché la legge locale è profondamente influenzata dalle tradizioni spirituali andine, che vedono nella Natura un elemento di fusione armonica con l’uomo. Ciò nonostante, molte città boliviane si stanno progressivamente trasformando in deserti aridi; da qui la decisione di prendere un provvedimento radicale.

“Prima o poi – ha detto Patricia Siemen, direttore esecutivo del Centro di Giurisprudenza della Terra - deve succedere che si garantisca all’ambiente una tutela dal punto di vista legale. Deve essere un interesse primario per gli uomini, che fanno parte del mondo naturale”.

In Bolivia lo hanno capito, e noi quando?

Verdiana Amorosi

mercoledì 23 marzo 2011

22 Marzo - Giornata Mondiale dell'Acqua. I numeri

L'Organizzazione Mondiale della Sanità individua un valore di 50 litri pro capite al giorno al di sotto del quale si hanno situazioni di sofferenza idrica (circa il 40% della popolazione mondiale vive al di sotto di questa soglia). In Italia si ha un consumo medio pro capite di circa 250 litri di acqua potabile al giorno, anche in usi per cui non servirebbe.

1700 metri cubi di acqua
Utilizzo procapite di acqua in Usa, compresi usi agricoli e industriali. La media in Africa è di 250 metri cubi all’anno.

40 litri
La quantità minima di acqua al giorno per soddisfare i bisogni vitali, secondo la Commissione mondiale per l’acqua. Noi italiani ci facciamo a malapena una doccia, per altri rappresenta l’acqua di intere settimane. La disponibilità della risorsa nelle diverse zone della terra non è uniforme: nei paesi più ricchi si stima un consumo medio di circa 300 litri al giorno.

2,5 miliardi
Secondo il rapporto Onu "UN-Water" le persone che vivono in zone senza acquedotti e senza infrastrutture

1 miliardo
Le persone che non hanno un rubinetto in casa. Tra queste, otto su dieci vivono in aree rurali.

1/3
Entro il 2030 un terzo degli abitanti del pianeta Terra vivrà in zone in cui l'acqua scarseggia.

140 litri
Acqua necessaria per una tazzina di caffè, calcolando anche quella servita per crescere e lavorare i chicchi.

16.000 litri
Acqua necessaria per un chilo di carne bovina (per la produzione dei mangimi consumati dall’animale e per l'acqua che beve).

1,4 milioni di bambini
Uno ogni 20 secondi: muoiono per malattie causate da acqua contaminata e dall'assenza di misure igieniche adeguate.

6000 litri di acqua all'anno
Acqua persa da un rubinetto che perde una goccia ogni due secondi.

lunedì 28 febbraio 2011

La Littizzetto (s)parla della Mooncup


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