martedì 28 febbraio 2012

Il Risveglio del Femminino



Ci si avvicina alla Festa della Donna ed è questa una buona occasione per parlare del femminino, del suo risveglio e della sua consapevolezza nel nostro quotidiano, non solo per un giorno. Perché se la Donna va rispettata, siamo noi donne a dover portarci rispetto per prime. Ma quante di noi lo fanno? Quante pretendono da se stesse e dagli altri che la loro sacralità venga riconosciuta?

La donna, per imboccare il sentiero femminile verso il potere, deve rivendicare il controllo sulla propria vita - le sue esigenze, i suoi ritmi e il suo corpo - e affidarsi ancora una volta alla propria natura istintiva. Deve rendersi conto che lei non è un qualcosa di separato dalla natura ma piuttosto un'espressione della natura. I problemi fisici o emotivi sono espressione di disarmonia, sono i messaggeri che le fanno capire di non essere in sintonia con un qualche aspetto della sua vita. 

Il liberarsi di tutti i messaggi interiorizzati di vergogna, di sfiducia e di odio per se stesse che sono codificati fin dentro le loro cellule, permette alle donne di entrare in sintonia con la loro guida interiore. Allora sapranno sempre quando essere attive e quando prendersi un pò di riposo, quando preoccuparsi degli altri e quando di se stesse, quando stanno seguendo la loro saggezza istintiva e quando sono influenzate dal vecchio condizionamento, poichè la vera fonte del potere si trova nel profondo di ogni donna.

Come se stessero uscendo da un lungo periodo di ibernazione, le donne di tutto il mondo si stanno risvegliando e aprendo a un potere interiore che è rimasto assopito dentro di loro per troppo tempo. Il potere femminile è una cosa del tutto diversa da quello maschile.

Il potere femminile emana direttamente dall'essere profondo di una donna. Solo rivendicando il loro sacro io represso le donne potranno veramente realizzare le loro speranze e i loro sogni più profondi per se stesse, per le loro famiglie e per la Madre Terra.  

Creare il sacro potere femminile

I seguenti sono suggerimenti per aiutare il fiorire della Saggezza femminile.


1. Tenete un diario quotidiano dei vostri pensieri e sentimenti più intimi

2. Diventate consapevoli della Luna e delle sue fasi. Assorbite la sua luce. Veneratela come archetipo del femminile. E' stato dimostrato che la luce della luna piena aumenta i livelli dell'ormone stimolatore dei follicoli attraverso l'ipotalamo e l'ipofisi

3. Prendetevi il tempo necessario per una completa meditazione alla luce della luna, da sole o con le vostre amiche

4. Date ascolto alla vostra saggezza mestruale. Quando entrate nella fase luteica, ascoltate il vostro corpo. Prendete un pò di tempo per voi stesse. Riposatevi se vi sentite stanche. Siate audaci e fate un pisolino durante la giornata! Lasciate che i vostri sentimenti si esprimano.

5. Tenete un libro dei sogni per registrare i vostri sogni e le vostre visioni interiori. Siate particolarmente consapevoli dei sogni che fate subito prima del vostro periodo. 

6. Comprate un calendario lunare per seguire ogni mese l'andamento dei cicli lunari.

7. Scrivete nel vostro diario quando si presentano le mestruazioni

8. Passate del tempo sole con la natura. Diventate consapevoli dei suoi ritmi e dei suoi cicli, riconoscendo che voi condividete le sue stesse cadenze



In conclusione pubblichiamo un video illuminante di Nonna Margarita, maestra di cerimonie e danze sacre, curandera e membro del Consiglio Intertribale degli Anziani D'America. Buon cammino a tutte! 








Fonte: Sherrill Sellman, "La Verità sugli Ormoni", Gruppo Editoriale Futura


venerdì 24 febbraio 2012

Apparecchi Babycomp e cellulare, lontani devono stare!

Come già accennato negli articoli sulla batteria di Pearly e di Ladycomp e Babycomp e, come raccomandato nei recenti libretti d'istruzioni, gli apparecchi Babycomp devono essere tenuti lontano da fonti di inquinamento elettromagnetico. Tenere sul comodino cellulari (soprattutto quelli di ultima generazione come IPhone e Smartphone), sveglie a radiofrequenza, modem wi-fi e qualunque altra fonte di onde elettromagnetiche potrebbe compromettere la qualità del nostro sonno, e quindi il nostro benessere, e anche danneggiare le batterie di Pearly, Ladycomp e Babycomp, accorciando la durata della carica, della vita della batteria stessa o, addirittura, causare un black out dell'apparecchio.

Per questo motivo, per prevenire problemi tecnici a Pearly, Ladycomp o Babycomp (che pur non pregiudicando la sicurezza contraccettiva del 99,3%, comporterebbero un disagio), è importante tenere cellulari (anche se in standby perchè si attiva solo la sveglia) e le apparecchiature elettroniche sopracitate ad almeno 0,5 metri di distanza dagli apparecchi.

Per maggiori informazioni:

giovedì 16 febbraio 2012

Cistite: le cause e i modi per sconfiggerla definitivamente


La cistite è un'infiammazione delle vie urinarie (il suffisso -ite indica appunto infiammazione, come per esempio la gastrite, la faringite, la tonsillite, ecc.) Si tratta di una patologia estremamente diffusa, tanto da essere seconda solo alle infezioni respiratorie (che comprendono i classici raffreddori e le forme influenzali invernali).

 La cistite colpisce sia gli adulti, che i bambini e gli anziani. In età fertile i soggetti maggiormente colpiti sono le donne. Durante la prima infanzia e la terza età invece non ci sono grosse differenze epidemiologiche tra i due sessi. Infatti l'immaturità delle vie urinarie infantili e l'aumento di patologie prostatiche nell'anziano rendono la probabilità di sviluppare cistiti simile tra maschi e femmine.

Quali sono i sintomi e le cause della cistite?

I sintomi di questa patologia variano da individuo a individuo. Quelli più frequenti sono: disuria (difficoltà ad urinare), stranguria (dolore alla minzione), tenesmo (sensazione di vescica pesante e di dover urinare anche subito dopo la minzione), ematuria (presenza di sangue nelle urine). Sintomi meno comuni sono: diarrea, dolori alle gambe, nausea, febbre, spossatezza.
Le cistiti vengono classificate in base a vari parametri. Io preferisco classificarle in base alle cause e in relazione a queste riconosco quattro categorie:
  1. Cause infettive (batteri, virus o funghi). In questo caso siamo davanti ad un'infezione delle vie urinarie (IVU).
  2. Cause infiammatorie. Non sempre i batteri sono presenti; in questo caso si parla di cistite abatterica, cioè di un'infiammazione non provocata da microrganismi patogeni, ma da fattori che irritano le mucose delle vie urinarie:
    1. eccessiva acidità delle urine
    2. assunzione di cibi o bevande particolarmente irritanti
    3. presenza di ossalati e cristalli nelle urine (che graffiano le pareti della vescica e dell'uretra)
    4. ecc.
  1. Ci sono poi casi in cui la presenza (anche massiccia) di batteri nelle urine non è accompagnata da infiammazione. In questo caso NON si deve parlare di cistite, ma di batteriuria asintomatica, ovvero di presenza nelle urine di batteri innocui, non in grado di scatenare danni vescicali, non in grado quindi di scatenare sintomi e che pertanto non devono essere trattati se non in rari casi (trapianto di rene e gravidanza).
  2. Nell'ultima classe di cistiti rientrano tutte quelle patologie che erroneamente vengono classificate e curate come cistite, ma che, non essendolo, non guariscono con le terapie tradizionali. In questo caso la vescica non ha alcun problema e le urine sono perfette. Di quest'ultima categoria fanno parte la vestibolite vulvare, la contrattura della muscolatura pelvica, la neuropatia pelvica, la nevralgia del pudendo, il dolore pelvico cronico. Sembrerà incredibile, ma la maggior parte delle “cistiti” appartiene proprio a quest'ultima categoria. Purtroppo la mancata diagnosi di queste patologie (tanto frequenti, quanto misconosciute alla medicina classica) sottopone la donna a continue ed inutili terapie antibiotiche, a decine di visite mediche inconcludenti, alla degenerazione e alla cronicizzazione di un problema che se fosse riconosciuto subito si risolverebbe in brevissimo tempo.
Il circolo vizioso del dolore 

Una zona colpita ripetutamente da infiammazione sviluppa nuove fibre nervose , deputate alla rilevazione delle sensazioni di dolore, caldo, freddo, acido. Di conseguenza anche un minimo stimolo viene amplificato e ciò che in una donna con vescica sana non farebbe male, in chi è affetto da cistite recidivante provoca dolore. Di conseguenza diventano irritanti elementi che normalmente non lo sarebbero: un cibo acido, un alimento ricco di ossalati, i prodotti di scarto eliminati dal rene, le bevande gasate, gli alcolici, il freddo, l'urina concentrata, una bassissima carica batterica, ecc. E' per questo motivo che anche in assenza di batteri si possono avere gli stessi sintomi di una infezione delle vie urinarie.

Il dolore provato ripetutamente tende a far contrarre la muscolatura pelvica come reazione difensiva. Come quando verso la fine della minzione il dolore porta a stringere i muscoli interrompendo il flusso urinario. Ecco, involontariamente e inconsciamente si tende a contrarre quella muscolatura costantemente. Il pavimento pelvico è come un'amaca posta in orizzontale attraverso la quale passano l'uretra (quel “tubicino” che collega la vescica con l'esterno), il canale vaginale, i nervi, i vasi sanguigni.
La conseguenza è che l'uretra resta schiacciata provocando un flusso urinario debole e difficoltoso, incompleto svuotamento della vescica e ristagno delle urine (e più le urine stazionano in vescica, maggiore sarà il tempo a disposizione dei batteri per potersi riprodurre).

La vagina, così ristretta provocherà maggior attrito durante i rapporti sessuali, dolore (dispareunia) e microlesioni della mucosa genitale. In queste piccole lesioni i batteri trovano terreno ideale per attecchire e riprodursi (una mucosa sana invece è molto meno aggredibile). Così le colonie attecchiscono, si riproducono e invadono la vicina uretra risalendo fino alla vescica. Per fare tutto ciò i microrganismi hanno bisogno di un tempo che varia tra le 24 e le 72 ore. Ecco spiegato perchè la cosiddetta cistite da luna di miele (o cistite post coitale) insorge dopo uno, due o tre giorni dal rapporto.

I nervi che comandano i nostri organi uro-genitali e che trasmettono il dolore al cervello, schiacciati dai muscoli o sovrastimolati dall'infiammazione cronica, vanno in tilt e cominciano ad inviare messaggi alterati: dolore spontaneo (in assenza di reali stimoli irritativi), sensazione di vescica piena anche quando è vuota, urgenza e frequenza minzionale, prurito genitale.

I vasi sanguigni pressati non consentono di portare agli organi urinari e genitali sufficiente nutrimento ed ossigeno e ciò rende questi organi sofferenti, deboli e suscettibili agli attacchi batterici e chimici. Inoltre i vasi sanguigni hanno la funzione di raccogliere i prodotti di scarto locali per portarli ai filtri depurativi (come il fegato per esempio). Se schiacciati non riescono più ad assolvere alla funzione di spazzini e le sostanze tossiche si accumulano a valle dell'ostruzione peggiorando le condizioni dell'organo.

Qual'è l'approccio terapeutico migliore?

Capito questo è comprensibile l'inefficacia della terapia antibiotica, che combatte solo uno dei sintomi della perdita dell'equilibrio pelvico (i batteri), creando al contempo le condizioni ideali per l'instaurarsi della recidiva batterica successiva, sia urinaria, che vaginale (quasi sempre associate).
L'approccio terapeutico tradizionale è demolitivo e si basa esclusivamente sulla distruzione dei batteri presenti in vescica ed in vagina. Ma come distrugge i patogeni, così distrugge i batteri buoni e varie cellule del nostro corpo. Un approccio più efficace deve invece essere ricostruttivo e puntare su tutti gli aspetti del circolo vizioso ormai instaurato.

Sconfiggi i batteri cattivi
con il D-mannosio

Il D-mannosio è uno zucchero semplice estratto dalla corteccia di alberi a legno duro (come il larice) che si lega alle zampe dei batteri mannosio sensibili (quasi tutti quelli che provocano infezione urinaria) impedendogli di attaccarsi alle pareti vescicali. Se non aderiscono ad essa, i batteri non possono scatenare infiammazione. Senza infiammazione non c'è danno vescicale, senza danno vescicale non ci sono sintomi. In questo caso la cistite si trasforma in batteriuria, in presenza di batteri innocui in vescica. Questi batteri, liberi e fluttuanti nelle urine, vengono facilmente eliminati col flusso urinario.

Il D-mannosio, in Italia, è commercializzato dalla ditta  Deakos. Ausilium è un prodotto contenente 500mg di d-mannosio e noni (morinda citrifolia). La ditta si è poi specializzata nel settore uro-ginecologico creando una serie di prodotti specifici.

Dì addio alla cistite, per sempre

Il D-mannosio però serve per eliminare i batteri dalla vescica sostituendo quindi gli antibiotici, ma se non si eliminano anche le cause che favoriscono l'arrivo dei batteri in vescica ed in vagina, questi continueranno ad arrivare, avremo sempre batteriuria e saremo costrette ad assumere sempre D-mannosio per mantenerli innocui.

Ecco quindi gli altri accorgimenti indispensabili per prevenire e curare totalmente la cistite recidivante.
  • Rilassare la muscolatura contratta. Lo si può fare assumendo farmaci sintetici miorilassanti e/o con approcci naturali: il magnesio, il calore (bagni caldi, terme, scaldini, mutande e pancerine di lana), gli esercizi di Kegel-reverse (come i Kegel, ma aumentando i tempi di rilassamento e diminuendo quelli di contrazione), i massaggi intravaginali (fatti con coni vaginali o previa supervisione di un professionista sanitario esperto in materia), lo Hata yoga, la respirazione diaframmatica.
  • Utilizzare un lubrificante vaginale durante i rapporti per ridurre l'attrito e i microtraumi della mucosa. Molti dei prodotti in commercio però sono molto irritanti per i nostri tessuti delicati e compromessi. La Deakos ha creato una crema (crema Ausilium) apposita a base di d-mannosio che contrasta i batteri presenti in vagina già durante il rapporto. Contiene inoltre sostanze lenitive, idratanti e ad azione ricostruttiva dei tessuti.
  • Regolarizzare l'eventuale funzionalità intestinale e riequilibrare la disbiosi con fermenti lattici, dieta ricca di fibre, abbondante idratazione, attività motoria quotidiana.
  • Ripristinare la flora batterica vaginale applicando lattobacilli vaginali. Sempre la Deakos ha creato la lavanda Ausilium, naturale a base di mannosio (per contrastare i batteri), lattobacilli (per ripristinare la flora mancante) e sostanze emollienti, ricostruttiva dei tessuti e lenitive. Un'altra soluzione è rappresentata dall'introduzione vaginale di tavolette o ovuli di lattobacilli o più semplicemente di yogurt intero naturale privo di zuccheri.
  • Utilizzare i detergenti intimi solo per detergere la zona anale dopo la defecazione, preferendo la sola acqua per i genitali. Il detergente, anche il più delicato, altera il ph vaginale mettendo a rischio la sopravvivenza della flora batterica benefica. Inoltre il lavaggio asporta meccanicamente la poca flora rimanente e le importantissime secrezioni vaginali. L'asportazione di questi elementi manda al cervello il messaggio “non c'è abbastanza secrezione, devi produrne di più!”. Il corpo produrrà più secrezioni, che non essendo più naturali, ma indotte dallo stimolo del detergente e prive dell'azione benefica dei lattobacilli asportati, avranno un odore più marcato e sgradevole. Di conseguenza più ci si lava e più aumenterà il bisogno di farlo (Saugella, Lactacyd ed affini ringraziano!).
  • Eliminare assorbenti tradizionali e salvaslip sostituendoli con assorbenti di cotone (lavabili o monouso) e/o coppetta mestruale (Mooncup). Gli assorbenti sintetici non lasciano traspirare la pelle, che macera favorendo la riproduzione dei microrganismi patogeni e diventando più debole. Come per i detergenti, gli assorbenti aumentano le perdite vaginali a causa della mancata traspirazione e ciò aumenta il bisogno di doverli usare, con grande soddisfazione della Lines.
  • Eliminare indumenti intimi sintetici e colorati, perizoma, pantaloni stretti o con cavallo aderente perché lo sfregamento e lo schiacciamento irritano le mucose delicate.
  • Eliminare le terapie ormonali estro-progestiniche (pillola, cerotto, spirale, anello, ecc) preferendo metodi naturali come il profilattico, il metodo sintotermico, le apparecchiature (Babycomp, Ladycomp e Pearly). Gli ormoni sintetici alterano il normale ciclo mestruale modificando il ph vaginale, ostacolano la sopravvivenza dei lattobacilli, aumentano la secchezza vaginale, diminuiscono le secrezioni che contengono importanti sostanze antibatteriche naturali, incrementano le microlesioni coitali, favoriscono le infezioni da candida e da batteri fecali (solo per citare gli effetti dannosi relativi alle infezioni uro-genitali, ma questi non sono ne' gli unici, ne' i più gravi!)

Cistite: La storia di Rosanna Piancone di cistite.info: "Come ho sconfitto la malattia!"

Mi chiamo Rosanna. Sono infermiera professionale ed ho lavorato in case di riposo, sale operatorie (chirurgia pediatrica e chirurgia oculistica), camera iperbarica ed ho insegnato materie infermieristiche agli allievi oss.

La mia storia è simile a quella di centinaia di donne affette da cistite ricorrente.
La storia delle mie “cistiti” iniziò nell'estate del 2002, quando in seguito ad un periodo altamente stressante cominciai ad alimentarmi poco e male, persi troppo peso in poco tempo, cominciai ad avere frequenti diarree, alterai la mia flora batterica intestinale, mi disidratai, indebolii il mio sistema immunitario. La cistite non è una malattia, ma il sintomo della perdita dei propri equilibri. Fu in questo disastroso contesto che insorse la mia prima cistite (e. coli). Il medico mi prescrisse l'antibiotico, convinto che avrebbe risolto il problema. Ma non avendo curato le vere cause scatenanti il problema si ripresentò con intensità e frequenza sempre maggiori. E' impossibile infatti eliminare un problema combattendo solo il sintomo con qualcosa che non solo non estirpa le cause, ma che addirittura le alimenta.

Quegli antibiotici fecero sì che il mio sistema immunitario si indebolisse ulteriormente, ammazzarono anche i residui di flora batterica intestinale benefica che mi restavano aumentando gli episodi di diarrea, uccisero la mia flora batterica vaginale favorendo vaginiti e candidosi, la mia cavità vaginale, indebolita e non più in grado di difendersi, divenne serbatoio di svariate colonie batteriche di provenienza fecale, che da qui partivano per invadere le vie urinarie, le mie infezioni vaginali vennero curate a loro volta con altri antibiotici ed antimicotici che aumentavano la sensibilizzazione delle mie mucose vulvari e vaginali facendomi sprofondare sempre più nel circolo vizioso degenerante. 

Da lì una cistite al mese per 4 anni.
4 anni di infiniti consulti specialisti: urologi, ginecologi, psicologi, omeopati, stregoni.
4 anni di esami diagnostici negativi: citologia, ecografie, cistografia, urodinamica, uroflussometria, cistoscopia.
4 anni di terapie fisiche e farmacologiche: acidificanti, antibiotici (anche per 6 mesi consecutivi), mirtilli, vaccini, semi di pompelmo, vitamina C, omeopatia, dieta, biofeedback trans vaginale, fisioterapia pelvica, elettrostimolazione vulvare, dilatazioni uretrali.

Ma la cistite non mi abbandona. Alterno 20 giorni di antibiotico a 20 giorni di quasi benessere. L’antibiotico diventa la mia copertina di Linus che porto, impaurita, ovunque. I fastidi persistono anche tra un attacco acuto e l'altro, i rapporti sessuali diventano sempre più dolorosi ed io mi sento debole fisicamente e distrutta psicologicamente.
Cerco soluzioni in internet e scopro numerisissime donne cistitiche. Ci dividiamo in gruppi ed ogni gruppo prova una terapia diversa per evitare di testare ognuna singolarmente le tante terapie che ci propongono i medici o che scopriamo noi.

L’unico gruppo che ha incredibili benefici è il gruppo che assume D-mannosio, uno zucchero naturale (all'epoca assente in Italia), che si lega alle zampe dei batteri impedendogli di aderire alla vescica così da essere eliminati col flusso urinario.
Il 30 agosto 2005 ne ingurgito il mio primo cucchiaino! Passano i giorni, le settimane, i mesi. La cistite non si ripresenta e sto sempre meglio.

Essendo le prime in Italia a utilizzarlo non abbiamo testimonianze precedenti, non ci sono medici favorevoli, nessun consiglio, nessuna certezza sull’innocuità di un prodotto comprato all’estero, via internet con numerosi problemi doganali: trafile burocratiche, costi di sdoganamento, lunghe attese. Stanca di ciò cerco disperatamente qualcuno interessato alla produzione italiana di un mannosio sicuro, che rispetti le nostre leggi sanitarie. La Deakos, la piccola ditta di un farmacista 76enne, prende a cuore il nostro problema e a luglio del 2008 viene autorizzato e commercializzato Ausilium. La ditta si è poi specializzata nel settore uro-ginecologico creando una serie di prodotti specifici.

Son passati 6 anni da quel primo cucchiaino e da allora non ho più avuto nulla.
Ma non voglio dimenticare la mia dolorosa esperienza e la metto a disposizione di tutte le donne ancora sofferenti e disperate come lo ero io. Due anni fa ho creato un sito dedicato alla cistite ed un forum in cui le informazioni fossero maggiormente organizzate per argomenti, in cui si potesse creare familiarità tra i membri, in modo che le donne iscritte potessero confrontarsi e confortarsi a vicenda sui propri problemi pelvici, libere da ingiusti quanto dannosi preconcetti e stereotipi con cui la società occidentale subdolamente trasforma in tabù la sessualità femminile e tutto ciò che riguarda questa importantissima zona anatomica. Delle 1600 utenti iscritte molte hanno già lasciato la loro testimonianza di guarigione, una guida ottimistica per le nuove arrivate che tornano a sperare, a credere, a vivere.

Perché tutto questo?
Perché ho sofferto tanto.
Perché mi sono sentita per 4 anni una cavia in balia di inutili tentativi terapeutici.
Perché i chili di antibiotici ingeriti mi hanno privata delle mie difese e senza più scudi quei microscopici batteri erano diventati dinosauri imbattibili.
Perché il dolore perpetuo e la paura di doverlo sopportare per sempre aumentano l’attrazione verso la morte adagiandoti sul lettino dello psicanalista.
Perché sbarre di acciaio inox hanno ripetutamente trafitto la mia uretra nell’inutile tentativo di dilatare una stenosi che non esisteva.
Perché se 9 anni fa qualcuno mi avesse parlato di questo zucchero avrei evitato il mio calvario.
Perché per anni mi son chiesta: «Cos’ho fatto di male? Perchè proprio a me?».
Perché finalmente ho capito che non mi sono ammalata perché avessi una colpa da espiare; mi sono ammalata affinché la mia esperienza potesse essere utile a fragili donne, ancora prede di coriacei dinosauri.

Rosanna Piancone 

Visita il mio sito e forum cistite.info!

 Per l'acquisto dell'Ausilium:


Cistite: Retroscena psicosomatico e genealogico - Intervista al Dott. Primitivo


La Cistite è un disturbo che colpisce moltissime donne e che, spesso, seppur trattata, tende a recidivare. Il Dott. Vincenzo Primitivo - Medico Chirurgo esperto di Medicina Naturale e referente scientifico italiano dell'Istituto Internazionale di Ricerca Peter Mandel – ci spiega quali sono le cause principali di questo disturbo e l'approccio più adeguato per risolverlo definitivamente.

Dottore, un particolare lato caratteriale di una persona può influire sulla comparsa della cistite?

Il lato caratteriale, e con esso intendiamo l'aspetto emotivo di una persona, soprattutto in un periodo psicologico particolare che la persona sta vivendo, influisce in maniera determinante sull'insorgenza della cistite, così come influisce su qualunque altro tipo di patologia. L'aspetto emotivo determina un contenuto psichico che, se conflittuale, trova poi forma attraverso la cistite stessa. Questo conflitto, vissuto in un particolare momento della vita, indebolisce la zona vescicale, predisponendo il terreno all'attecchimento di agenti patogeni: batteri, virus, infezioni, funghi...
Quindi, l'aspetto principale su cui andiamo ad indagare, in caso di cistite, è proprio l'aspetto emotivo correlato ad essa.

Quali sono i disturbi psicosomatici che trovano la loro somatizzazione negli organi uro genitali? La presa di coscienza del problema che genera la somatizzazione è sufficiente perchè avvenga la guarigione?

I conflitti emotivi che stanno alla base della cistite sono, fondamentalmente, due.

Il primo è facilmente comprensibile osservando il comportamento animale. Gli animali marcano il territorio attraverso l'urina. Quando noi percepiamo un intrusione nel nostro spazio personale, quando viviamo qualcosa come intrusivo della nostra privacy, questo determina un aspetto psicologicamente debole che si ripercuote sulla funzione dell'organo vescica, indebolendolo.
Un esempio potrebber essere la pressione o il conflitto con la figura materna che risulta troppo intrusiva, troppo invadente in quelli che sono gli aspetti personali di una giovane donna, oppure il rapporto con la suocera in una donna adulta.
L'intrusione degli spazi personali è anche legata o correlata a violenze subite o percepite come tali anche se non si sono consumate o realizzate. Ad esempio, alcuni pazienti avevano sviluppato una cistite successivamente a viuolazioni di domicilio da parte dei ladri. Anche un simile evento risulta intrusivo dello spazio personale. Tutto quello che finisce per essere inteso come intrusione del proprio "territorio", pone un po' le basi per lo sviluppo della cistite.

Il secondo aspetto, altrettanto importante, e sostenuto dagli "Heilpraktiker" (naturopati) tedeschi, descrive le cistiti come le lacrime non versate durante l'infanzia. Questo aspetto è, ancora una volta, tipicamente femminile. Alle donne, si sa, in genere è concesso piangere, mentre agli uomini no. Ma quelle donne, alle quali non era concesso farlo, che hanno dovuto trattenere le lacrime perchè era più importante andare avanti nella vita, senza momenti di flessione, beh queste sono donne che poi andranno potenzialmente a sviluppare delle cistiti in futuro.

E' chiaro che ci deve essere l'agente patogeno, ma l'agente patogeno va ad attecchire su un terreno reso predisposto da un conflitto psicologico.

La presa di coscienza è, chiaramente, un aspetto molto importante ma, il più delle volte, non è sufficiente a dare una risoluzione clinica. Ecco perchè, interventi specifici, tipo la cromopuntura, o alcuni rimedi omeopatici specifici possono aiutare nella risoluzione, nella presa di coscienza profonda, nell'integrazione profonda di conflitti di questo genere.

Qual è il modo per capire l'evento scatenante il conflitto e riappacificarsi con esso?

Riappacificarsi è una condizione fondamentale. Significa avere la consapevolezza che il problema può non dipendere direttamente da noi.
Il verificarsi stesso delle patologie, a volte, avviene per trasmissione ereditaria perchè non è stato risolto un conflitto genealogico ed è come se dovesse toccare a noi risolverlo. Quindi, il fatto di aver ereditato una predisposizione ad ammalarsi di cistite da parte dei genitori è, chiaramente, un qualcosa che mi allevia una parte di colpa; un conflitto che ci si porta dietro da tempo e che, a un certo punto, si deve interrompere. E si interrompe, in parte grazie alla consapevolezza, in parte grazie a terapie specifiche.

Perchè alcune persone somatizzano, altre no?

Chiaramente, ogni soggetto è diverso dall'altro. Noi nasciamo con la predisposizione ad ammalare alcuni distretti piuttosto che altri. La cistite colpisce le persone che hanno, specificamente, un'area di debolezza a livello della zona della vescica. Inoltre, se non vi è un conflitto legato all'intrusione del territorio non si va a sviluppare una cistite.

Quanto incidono la comprensione ed il sostegno da parte del proprio partner (se lo si ha), nell'intraprendere il percorso di guarigione legato alla cistite o a patologie ad essa concomitanti?

E' assolutamente decisivo. Il supporto psicologico, emotivo, affettivo delle persone che ci sono vicine ha due funzioni specifiche.
La prima è quella di accompagnamento nel percorso di miglioramento; non si è sole nel percorso di guarigione e questo è, di per sè, un supporto straordinario.
Il secondo aspetto è legato al fatto che, sentendosi, una donna, emotivamente appoggiata, questo può, in parte, contribuire a risolvere i conflitti che hanno determinato il sintomo. Inoltre, il fatto stesso di sentirsi amata e appoggiata aumenta le funzioni del sistema immunitario, direttamente collegato a quello neurovegetativo, ed emotivo.

Quanto incide essere affette da una o più di queste patologie sulla difficoltà di apertura mentale e fisica quando si è alla "ricerca" di un partner?

Essendo, l'area uro-genitale, una zona molto delicata da un punto di vista psicologico, l'essere affette da queste patologie incide molto sulla capacità di avvicinamento ad un partner. Spesso riconduciamo la vescica alle funzioni sessuali, quindi, una problematica a livello vescicale da una persona che non abbia una corretta informazione, può essere vissuta come un limite sessuale, e questo si ripercuote da un punto di vista psicologico in maniera evidente, creando una sorta di barriera in quanto, l'avvicinamento ad un partner, è vissuto come una possibilità di essere toccata e scoperta in una zona debole.

Perchè spesso accade che la famiglia sottovaluti queste patologie solo perchè non le conosce e/o non appoggi il percorso di guarigione da intraprendere?

Più che sottovalutarle, la famiglia è arresa di fronte a questo tipo di patologie. Oggi, la conoscenza clinica, si basa esclusivamente sull'aiuto di antibiotici e, se questi antibiotici, seppur usati in maniera continuativa, non dovessero funzionare, la famiglia si arrende perchè non sa più cosa fare. In realtà, l'antibiotico in sè, innesca e alimenta il circuito vizioso alla base del problema. Esso agisce a livello della flora batterica intestinale, fa tabula rasa dei normali saprofiti presenti in essa e la trasforma, da normale flora batterica ad agenti patogeni reali che, succesivamente, ridiscendono il canale intestinale e raggiungono la vescica.
Quindi, ogniqualvolta prendiamo un antibiotico, è vero che uccidiamo il batterio a livello vescicale, ma alimentiamo un circuito vizioso di debolezza che, di lì a settimane o mesi, darà forma a un'altra cistite.

Perchè le persone che soffrono di queste patologie spesso hanno difficoltà e, a volte, vergogna a parlarne con familiari, amici e al lavoro (dove tra l'altro aspetterebbero di diritto dei giorni di malattia pagati) con i colleghi o il titolare?

Per due motivi molto semplici. Il primo è facilmente comprensibile. La zona vescicale e la zona genitale in generale, è vista come una zona di cui non parlare. Una cosa è avere una bronchite, una cosa è avere una cistite. C'è una sorta di vergogna intrinseca. Un'impostazione culturale.
E la seconda è legata al conflitto di base. Se il conflitto che determina la cistite è l'intrusione dello spazio personale, allora, a maggior ragione, non si vorrà mai fare entrare qualcuno in questo spazio parlandogli di malattie così delicate.

In conclusione, quali terapie consiglia a chi è affetto da cistiti recidivanti?

Quando il sintomo è acuto, possiamo fare riferimento a tutta una serie di prodotti naturali che ci possono venire in aiuto e che ci possono venire consigliati das un esperto di medicina naturale.
E chiaro che, quando, invece, ci troviamo di fronte ad una recidivanza della cistite, non possiamo limitarci a tamponarla ogni volta che viene ma bisogna andare ad approfondire il problema con una persona che abbia delle competenze specifiche, per arrivare al retroscena di questo conflitto.
Dirò di più: ad oggi, i problemi di cistite recidivante sono i problemi che meglio si trattano nell'ambito della medicina naturale e olistica, proprio perchè è il conflitto che presiede al sintomo che deve essere trattato, e questo può essere fatto bene solo da un medico esperto, con l'ausilio di pratiche quali la cromopuntura, l'agopuntura, l'omeopatia, la fitoterapia, tutte pratiche che non si limitano a curare il sintomo ma raggiungono il centro del problema.

Leggi le altre interviste al Dott. Primitivo:

mercoledì 15 febbraio 2012

L'Angolo di Laura: "Quest'anno celebra il giorno della Donna onorando la tua femminilità!"

Oggi nella nostra cultura è prevalente l’elemento maschile con le sue caratteristiche individualistiche, dominanti, materialistiche e consumistiche che portano l’essere umano verso la distruzione.
Per cambiare questi atteggiamenti è importante conoscere la via delle donne sagge “MAMAKUNA” , che nell’antico popolo Inca rese possibile un rapporto di cooperazione tra le donne e l’uomo. Nella cultura andina (INCA), nel corso dei millenni, si è creata una conoscenza e coscienza femminile.
L’importanza del femminile è stata riconosciuta dagli andini fin dai tempi antichi e, nelle leggende della tradizione religiosa andina che da sempre vengono tramandate oralmente, si narra che il primo essere umano che apparve sulla terra fosse una donna...

IL SEMINARIO "AKKLAY - IL POTERE DELLA DONNA"

Dal 7 al 11 marzo 2012, presso il Centro d'Ompio di Pettenasco si terrà il seminario "Akklay - Il Potere della Donna". Durante il seminario, condotto da Hernàn Huarache Mamani (auotore de "La Profezia della Curandera", "Negli Occhi dello Sciamano", "La Donna dalla Coda d'Argento" e "La Donna della Luce"), verranno fatti  saltare i miti ed i condizionamenti per dare vita ad una coppia umana globale che abbia rispetto della vita, raggiungendo nuove profondità di intimità, comprensione e cooperazione.

FINALITA’:

Questo seminario ha lo scopo di farti conoscere e farti ritrovare la via della femminilità, imparando ad usare la tua energia creatrice per risvegliare le enormi potenzialità che l’universo femminile possiede, ricordando i doni e poteri che Madre Natura ha dato alle donne e risvegliando la tua parte magnetica, femminile e scoprire la Maestra dell’Amore che vive in te!

Verranno trattati i seguenti argomenti:

* L’importanza di conoscere se stesse
* Poteri e doni che la donna ha ricevuto dalla natura
* La consapevolezza e la coscienza
* La donna come canale di vita creatrice
* La sacralità della donna ed il suo ruolo nell’insegnamento dell’amore
* L’educazione e l’istruzione femminile per tutta la società
* La via della cooperazione e della convivenza con gli uomini

Durante questi incontri verrà svolto un lavoro sul corpo e sull’anima, per aiutare ad esprimere tutta la propria femminilità e per affrontare, senza indugi, un percorso di ricerca di se stesse, entrando in contatto con le risorse fisiche e mentali dimenticate o del tutto sconosciute.
Nasceranno energie nuove per ritrovare armonia, entusiasmo e gioia di vivere, voglia di stare con gli altri e di affrontare la vita in modo diverso.

Per maggiori informazioni: Akklay - Il Potere della Donna
Per scoprire le date dei prossimi seminari: Agenda

venerdì 10 febbraio 2012

Condividi con le tue amiche la soddisfazione per il tuo apparecchio BabyComp e ricevi un buono sconto di 30 €!

In quanto utilizzatrice di un apparecchio Pearly, LadyComp o BabyComp ormai dovresti aver già appurato cosa significa vivere con maggior consapevolezza, tranquillità e sicurezza la tua vita intima di coppia.
Se è così, ci viene spontaneo chiederti: " cosa ti trattiene dall'aiutare le tue amiche consigliando loro di fare altrettanto?"
Spiegando loro che grazie all'aiuto di un Dispositivo Medico come Pearly, Ladycomp o Babycomp, avrebbero la possibilità: di avere un metodo contraccettivo naturale sicuro al 99,3%, che è nel contempo un utile guida per la procreazione mirata, il monitoraggio dell'ovulazione e l'analisi della fertilità, avresti la possibilità di aiutarle in un percorso di conoscenza dell'espressione massimo del loro femminile: il ciclo mestruale.
Anche se siamo sicuri che rientra nella normalità,  per ogni donna, condividere con le persone che le stanno a cuore un'esperienza personale positiva, abbiamo comunque pensato di riconoscerti per ogni tua amica che, grazie a te,  prenderà Pearly, o Ladycomp, o Babycomp, entro 12 mesi dalla tua data di acquisto, un buono di € 30,00 da scontare sull'eventuale futura assistenza, quando l'apparecchio sarà fuori garanzia, per gli ampliamenti di programma oppure per un eventuale acquisto di accessori.
Se hai Pearly, avrai la possibilità di effettuare un cambio di batteria gratuito.

Per avere il buono è sufficiente che, come specificato nel Libretto d'Istruzioni o nella scheda di assistenza, al momento del bisogno, tu ci fornisca i dati della tua amica, (nome, cognome) e il numero di Garanzia del suo apparecchio


Per ulteriori informazioni: Babycomp